EMERGENZA CORONAVIRUS

In merito all’emergenza Coronavirus, vi scrivo qui di seguito in che modo gestirò il mio lavoro fino al 3 aprile, come da indicazioni del DPCM dell’8 marzo 2020.

In studio sarà importante rispettare con attenzione tutte le misure prescritte per garantire la nostra sicurezza.

  1. Io riceverò con mascherina e guanti; tra un paziente e l’altro provvederò a igienizzare e arieggiare il locale.
  2. Metto a disposizione mascherine, guanti e igienizzante mani per i pazienti.
  3. Manterremo le opportune distanze di sicurezza.
  4. Invito i pazienti con raffreddore, tosse e sintomi influenzali, a non presentarsi. Fisseremo un nuovo appuntamento. Chiedo di non presentarsi alla visita accompagnati e di arrivare non in largo anticipo.

Per coloro che preferiscono evitare spostamenti o per coloro che hanno sintomatologie influenzali, l’Ordine dei Biologi ci ha autorizzato a effettuare consulenze online fino al 3 aprile.

Come si svolgerà una CONSULENZA ONLINE?

  • Fissiamo telefonicamente un appuntamento online e ci accordiamo se vederci tramite Skype o WhatsApp, secondo la vostra preferenza.
  • Prima della visita, chiedo di prendere il peso con la vostra bilancia e le circonferenze: – circonferenza vita: all’altezza dell’ombelico; – circonferenza fianchi: nel punto più largo; – circonferenza coscia destra (solo per le donne): un cm sotto l’inguine.
  • Durante la visita online (sia prima visita che controllo), farò le usuali domande di una consulenza “normale”, “dal vivo”. Purtroppo non sarà possibile effettuale la BIA (bioimpedenziometria, misurazione della composizione corporea), ma la recupereremo più avanti!
  • In base a tutti i dati raccolti, mi prenderò qualche giorno per impostare uno schema alimentare aggiornato per le visite di controllo e un piano alimentare personalizzato, secondo le vostre esigenze e obiettivi, per le prime visite.
  • Il pagamento avverrà tramite bonifico a prezzo ridotto.

In caso di ulteriori novità riguardo questa situazione critica, sarà mia premura tenervi aggiornati.

Primo piatto vegan

Vi propongo un primo piatto vegano colorato e ricco di fitonutrienti, che può essere una buona alternativa ai soliti condimenti, con un bel impiattamento per fare bella figura!

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g riso venere;
  • circa mezzo porro (a piacere in base a quanto vi piace il sapore);
  • 3 carote;
  • mezzo cespo di radicchio;
  • 40 mandorle;
  • sale, olio evo qb.

Procedimento:

  1. Bollite il riso venere;
  2. Nel frattempo, preparate delle chips di carote, utilizzando una carota tagliata sottile con il pelapatate e delle chips di porro tagliato a listarelle molto sottili; cucinatele in forno statico a 100 gradi finché non diventano un po’ secche;
  3. Preparate il condimento, saltando in una padella antiaderente, con un filo di olio evo, le carote, il porro e il radicchio, tagliati a pezzetti;
  4. Tritate le mandorle;
  5. Una volta cotto il riso, unite il condimenti di verdure e un po’ di mandorle;
  6. Con un coppapasta (potete crearlo anche con della carta stagnola), disponete il riso nel piatto e guarnitelo con le mandorle e le chips di carote e porro.

Gravidanza: un corpo e una vita che cambiano

La GRAVIDANZA ė una fase della vita che cambia totalmente una donna, per questo deve essere vissuta con serenità e allo stesso tempo con consapevolezza; la dieta materna può influenzare la salute del bambino in età infantile e adulta.

La gravidanza è un complesso rimaneggiamento endocrino-metabolico che comprende importanti cambiamenti nella sensibilità dei tessuti periferici all’insulina, nei livelli di glicemia a digiuno e postprandiali e nelle concentrazioni di colesterolo, acidi grassi liberi e trigliceridi circolanti.

Metabolismo glucidico

Nella prima parte della gravidanza si assiste a un’aumentata secrezione insulinica e aumentata sensibilità all’insulina con conseguente incremento dell’utilizzazione periferica di glucosio e suo stoccaggio nel tessuto adiposo. Con l’avanzare della gravidanza, invece, si osserva un aumento progressivo della resistenza dei tessuti periferici all’azione dell’insulina, la cosiddetta resistenza insulinica fisiologica, simile a ciò che si verifica nei soggetti diabetici. Questa condizione porta a un aumento di insulina circolante a digiuno e dopo i pasti con una maggiore utilizzazione e ossidazione di glucosio, cioè aumenta il picco glicemico dopo i pasti ed è più prolungato per favorire il flusso dei nutrienti dalla madre al feto. Durante la fase di digiuno, al contrario, si verifica una marcata riduzione della glicemia (il glucosio in circolo), che porta a un’aumentata produzione materna di glucosio (gluconeogenesi epatica) per colmare le necessità della placenta e del feto. Il glucosio è il principale substrato energetico per la crescita fetale e il feto non è in grado di sintetizzarlo autonomamente quindi deve essere fornito completamente della circolazione materna attraverso la placenta.

Metabolismo lipidico

Per quanto riguarda il metabolismo lipidico, si assiste a una variazione dei livelli di trigliceridi, colesterolo, acidi grassi liberi e fosfolipidi. Fino all’11esima settimana, l’aumento degli estrogeni e della secrezione insulinica inibisce la lipolisi e favorisce la creazione di riserve adipose per affrontare la gravidanza. Nella seconda parte della gravidanza, invece, si osserva un aumento progressivo di tutte le frazioni lipidiche circolanti, una mobilizzazione delle riserve lipidiche per essere utilizzate come una fonte di energia alternativa per i tessuti materni preservando glucosio e amminoacidi che vengono continuamente trasferiti al feto.

Metabolismo proteico

Le proteine sono le componenti essenziali per l’accrescimento del feto, ma anche per la sintesi dei tessuti materni. Durante la gravidanza, l’aumento di volume di molti tessuti materni (utero, mammelle, tessuto adiposo) è responsabile del 60% dell’incremento di peso nella prima parte, poi la concentrazione di amminoacidi circolanti tende a diminuire perché vengono trasferiti al feto per le sue esigenze strutturali e nutritive.

Alimentazione in gravidanza e influenza sul nascituro

Esistono molte evidenze relative al fatto che l’alimentazione della madre durante la gravidanza sia cruciale perché la qualità del cibo, la quantità di calorie vanno a influire a livello genetico, con modificazioni dei geni che vengono trasmesse per più generazioni.

L’iperalimentazione in gravidanza e consumo elevato di proteine animali, sono associati a un maggior rischio di sovrappeso nella prole all’età di 20 anni. Inoltre, le mamme sovrappeso, obese o diabetiche, hanno un rischio molto superiore di mettere al mondo un neonato macrosomico, con un peso alla nascita maggiore di 4,5 kg, che avrà un rischio maggiore di contrarre malattie cardiovascolari e neoplastiche. Allo stesso modo, anche la malnutrizione della madre, soprattutto nel primo e secondo trimestre, porta alla metilazione, quindi attivazione, del gene del fattore di crescita IGF-II, che stimola la crescita fetale ed è implicato nella genesi del diabete.

Anche lo stress fa la sua parte, sia materno che paterno, infatti, lo stress durante la maternità è correlato a una maggiore incidenza di patologie neurologiche nei bambini tra cui la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, deficit di memoria e depressione. In studi fatti su cavie da laboratorio, si è visto come anche lo stress paterno prima dell’accoppiamento posso andare ad incidere sullo stress del nascituro, attraverso una riprogrammazione epigenetica nello sperma che verrà trasmessa alle generazioni future.

Molto interessante è il fatto che il cibo di cui si nutre la mamma in gravidanza piacerà con alta probabilità al bimbo, dunque una dieta ricca e varia con il giusto apporto di nutrienti aiuterà anche il palato del bambino.

Qui di seguito ho preparato una tabella riguardante quello che deve essere l’aumento di peso in gravidanza secondo le Linee Guida del Ministero della Salute.

Pasta per la pizza

In questi giorni di quarantena siamo tutti un po’ fornai. Confermate? Dopo il pane, ho fatto la pizza! Ho seguito la ricetta di mio papà cambiando la tipologia di farine.

Per i prodotti da forno viene considerata perfetta la farina Manitoba. Ma quali sono le sue caratteristiche? È una farina di grano tenero, la cui specie di partenza è il Triticum aestivum, da cui deriva la comune farina 00; arriva dall’omonima regione Manitoba delle fredde lande canadesi e per questo la pianta di questo grano ha sviluppato una forte resistenza alle basse temperature, grazie all’alta percentuale delle proteine (glutine in particolare) in grado di difendere la pianta soprattutto nel momento in cui il seme cade a terra e deve far nascere una nuova pianta. E’ considerata una farina “forte”, una delle farine più forti conosciute. Il sistema per misurare se una farina è “forte” o “debole” si utilizza l’Alveografo di Chopin, uno strumento che misura quanto una bolla, creata all’interno dell’impasto andando a insufflare all’interno dell’aria, impiega a deformarsi. Più la farina è “forte”, più tempo ci mette la bolla a deformarsi, di conseguenza è molto più resistente alla lievitazione. Dunque, la farina Manitoba è indicata soltanto per prodotti che richiedono lunghe lievitazioni. Per quanto riguarda le sue proprietà nutrizionali, non sono molto differenti dalle altre farine di grano tenero; è una farina con un alto grado di lavorazione, quindi raffinata, con basse percentuali di fibra (3%). Contiene un’alta percentuale di proteine (15% rispetto al 10% delle altre farine comuni) e di conseguenza un alto apporto di glutine.

Dalle caratteristiche che vi ho indicato, possiamo dedurre che la farina Manitoba non è consigliata in un regime alimentare salutare, proprio perchè “forte” con alti quantitativi di glutine, difficile da digerire per la ricca presenza degli amminoacidi lisina e glutammina che ostacolano la completa proteolisi da parte degli enzimi digestivi, così che lunghi oligopeptidi tossici vengono a essere abbondantemente presenti nell’intestino tenue; inoltre, ha un alto indice glicemico per il basso apporto di fibra.

Per la pasta per la pizza ho scelto la mia amata farina di farro (ha un contenuto di glutine inferiore rispetto al frumento) e farina di tipo 0. Volevo usare la farina di tipo 1, ma non l’ho trovata al supermercato, a conferma che in questi giorni tanti stanno sperimentando la panificazione!

Ingredienti:

  • 400 g farina di farro;
  • 400 g farina di tipo 0 o di tipo 1;
  • 400 ml di acqua;
  • 2 cucchiai e mezzo di olio extravergine di oliva;
  • 2 cucchiaini e mezzo di sale;
  • una bustina di lievito di birra secco e 2 cucchiaini di miele.

Procedimento:

  1. Preparare il lievito mescolandolo in una piccola ciotola con un dito di acqua tiepida con 2 cucchiaini di miele;
  2. Se usate la planetaria, versate prima l’acqua, poi le farine e l’olio; fate partire la planetaria in modo che inizi a formarsi l’impasto e aggiungete il lievito; continuate a impastare e alla fine aggiungete il sale;
  3. Se impastate nel tagliere, disponete la farina, create un buco al centro su cui aggiungere l’olio evo, un po’ alla volta l’acqua e il lievito quando l’impasto non è ancora del tutto omogeneo; impastate bene e alla fine aggiungete il sale;
  4. Cercate di impastare per almeno 10 minuti la pasta (eventualmente anche dopo che si è formato l’impasto nella planetaria), in modo da garantire la formazione delle maglie di glutine che favoriscono la lievitazione.
  5. Lasciate lievitare almeno 2 ore, l’impasto deve raddoppiare;
  6. Con queste dosi riuscite a ottenere 3 pizze delle dimensioni di una placca da forno, quindi dividete l’impasto in 3 parti, senza impastarlo nuovamente; stendetelo con un mattarello o, meglio ancora, con le mani;
  7. Condite le pizze a piacere! Sapete che io consiglio di optare per una pizza bianca senza la salsa di pomodoro e delle verdure o ricotta e spinaci oppure senza la mozzarella con un condimento proteico es. bresaola, rucola e grana oppure verdure e grana o prosciutto crudo e radicchio, ecc.

Idee per i vostri spuntini

Vi racchiudo in questo articolo alcune idee di biscotti per gli spuntini o in caso di voglia di dolci oppure da mangiare pre o post work out.

-SESAMINI-

  • 250 g mela cotta (il peso è a crudo);
  • 100 g farina di mandorle;
  •  semi di sesamo qb.

Amalgamare la mela cotta con la farina; con 1 cucchiaio formare delle palline da avvolgere sui semi di sesamo; cucinare in forno a 180 gradi per circa 20-25 minuti.

-BISCOTTI DI AVENA-

  • 2 banane schiacciate;
  • 100 g fiocchi di avena;
  • 40 g frutti rossi disidratati;
  • 1 cucchiaio sciroppo d’acero o mezzo cucchiaio di miele.

Formare delle palline da modellare a forma di biscotto e mettere in forno per 20 minuti a 180 gradi.

-BISCOTTI CON BANANA E COCCO-

  • 2 banana schiacciate;
  • 10 g semi di chia;
  • 100 g farina di cocco;
  • 50 g mirtilli rossi disidratati;
  • 1 cucchiaio sciroppo d’acero o mezzo cucchiaio di miele.

Formare delle palline da modellare a forma di biscotto e mettere in forno per 20 minuti a 200 gradi.

-PALLINE DI COCCO-

  • 200 g ricotta;
  • 60 g farina di cocco;
  • 1 cucchiaio di cacao amaro;
  • 2 cucchiai di latte vegetale e 2 cucchiaini di miele.

Mescolare e formare delle palline; avvolgerle nella farina di cocco e conservarle in frigo. Trovate la ricetta anche cliccando qui.

-TARTUFINI DI AVOCADO, CACAO E COCCO-

  • 150 avocado;
  • 10 g cacao;
  • 40 g farina di cocco;
  • 10 g miele.

Mescolare e formare delle palline; avvolgerle nella farina di cocco e conservarle in frigo.

Alimentazione in quarantena

Come affrontare al meglio la nostra alimentazione in queste giornate di quarantena? Spesso mi scrivete che non è semplice trattenersi dall’aprire il frigo, che aumenta la fame nervosa, la voglia di dolci, ecc. Vi do qualche consiglio per evitare che tutto questo accada.

  1. Limitare il più possibile lo stress: spegnere la TV e non farsi sopraffare dalle notizie di questi giorni; dedicare il tempo a attività che ci piacciono, hobby o studio che avevamo messo da parte per mancanza di tempo; ascoltare musica; stare all’aria aperta per quanto possibile ed esporsi alla luce del sole per ricaricarsi di vitamina D; svolgere dell’attività fisica in casa, ad esempio dei semplici esercizi a corpo libero; fare delle belle respirazioni diaframmatiche (inspirare riempiendo bene la pancia per 5 secondi, mantenere in apnea per 2 secondi e poi espirare buttando fuori l’aria), in particolare prima dei pasti.
  2. Mantenere una routine quotidiana sugli orari di sonno-veglia per non sregolare la circadianità; inoltre, è importante mantenere degli orari fissi dei pasti, compresi gli spuntini per garantire una certa regolarità al nostro orologio biologico. Si consiglia, quanto possibile, di consumare la colazione tra le ore 6.00 e le 9.00, il pranzo tra le 12.00 e le 15.00 e la cena tra le 19.00 e le 21.00.
  3. Programmare la settimana preparando anticipatamente uno schema settimanale con la combinazione dei diversi pasti e spuntini indicati giorno per giorno in modo da riuscire a fare una spesa mirata, senza comprare alimenti in eccesso e superflui, ricci di zuccheri e grassi saturi.
  4. Fare particolare attenzione agli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio; oltre ad essere programmati nell’orario, è importante scegliere degli alimenti salutari, sazianti e che appagano, in modo di non essere tentati di cercare cibi spazzatura e non resti la fame prima di pranzo e prima di cena che ci porta a spiluccare grissini, pane, formaggio, ecc. Dunque, è possibile preparare dei biscotti semplici fatti in casa, mangiare una bella macedonia di frutta, es. una macedonia di fragole, della frutta secca (noci, mandorle, nocciole), del cioccolato fondente, uno yogurt con dei semi oleosi all’interno o con delle scaglie di cocco essiccato o cioccolato o con dei frutti rossi.
  5. In caso di fame, tenere sempre a portata di mano della frutta secca, dei semi oleosi, un pezzettino di cioccolato fondente; nel frigo consiglio di avere sempre della verdura cruda tagliata da sgranocchiare come finocchio, carote, sedano, pomodorini, peperone, ecc.
  6. Ad ogni pasto (pranzo e cena) inserire una bella porzione di verdura cotta e/o cruda cercando di variare il più possibile, inserendo tutti e cinque i colori: bianco, giallo, rosso, verde, viola. Ogni colore ha nutrienti e proprietà differenti, specifiche per ogni organo.
  7. Cercare di rispettare il famoso detto: “una colazione da re, un pranzo da principe e una cena da povero”, cioè anticipare l’apporto nutritivo e calorico nelle prime ore della giornata, quando il metabolismo è più attivo e per affrontare la giornata con più energia, concentrazione e un più alto tono dell’umore.
  8. Mantenere una buona idratazione, ovvero almeno 1,5 l di acqua al giorno, anche sotto forma di tè, tisane, infusi, anche freddi. E’ possibile insaporire l’acqua con limone e zenzero, che aiuta la digestione, stempera il senso di fame ed è un ottimo antinfiammatorio. Nella mattinata e nel pomeriggio si possono anche preparare delle centrifughe o estratti di frutta e verdura (almeno il 50% costituito da verdura es. cetrioli, finocchio, carote, cappuccio, rapa, sedano, ecc.) dissetanti e ricchi di vitamine e minerali.
  9. Per ulteriori consigli scrivetemi a dr.gloriaervas@gmail.com !!

Cerchiamo di essere positivi; andrà tutto bene se tutti seguiamo le disposizioni di stare a casa.

Pane al farro e farina integrale

Ecco una delle ricette vincitrici del contest #iorestoincucina.

Ingredienti:

  • 300 g farina di farro;
  • 200 g farina integrale;
  • 350 g acqua;
  • un cucchiaino di sale;
  • 1 g di lievito di birra secco;
  • 5 g di miele.

Procedimento:

  1. Sciogliete il lievito in poca acqua. In una terrina mettete le farine, il sale, aggiungete l’acqua, e poi quella con il lievito, il miele e mescolate velocemente con una forchetta. Coprite questo impasto appiccicoso con la pellicola e lasciate riposare per circa 15/18 ore a temperatura ambiente.
  2. Una volta che l’impasto sarà lievitato, rovesciatelo su di un piano infarinato e spolveratelo di farina. Procedete alle pieghe: prendete un lembo d’impasto allungatelo verso l’esterno e poi ripiegatelo verso il centro, fate la stessa cosa con il lembo d’impasto dal lato opposto e fate così anche per gli altri due lati. Fate riposare per due ore il pane posto su un canovaccio infarinato appoggiato su un vassoio, ricoperto con un altro canovaccio;
  3. Scaldate il forno a 230° statico e mettete dentro una pentola di ghisa di diametro 22 cm, quando la pentola è calda capovolgete con l’aiuto del canovaccio il vostro pane nella pentola. Coprite la pentola con il coperchio e fate cuocere per 30 minuti, poi scoperchiate la pentola e continuate la cottura per 15/20 minuti. Se non avete la pentola di ghisa, potete cucinarlo in una placca da forno rivestita con carta forno;
  4. Sfornate e fate raffreddare bene su una gratella prima di tagliarlo.

Torta alle mele con farina di grano saraceno

Ecco una delle ricette vincitrici del contest #iorestoincucina.

Ingredienti:

  • 250 g farina di grano saraceno;
  • 3 uova;
  • 130 g zucchero di canna;
  • 80 ml di olio di semi a piacere;
  • 125 g yogurt bianco;
  • 2 mele;
  • una bustina di lievito per dolci.

Procedimento:

  1. Sbattete le uova con lo zucchero con un frullatore per 3 minuti, poi aggiungete l’olio e lo yogurt e frullare ancora;
  2. Infine, unite la farina con il lievito;
  3. Mettete l’impasto in una tortiera da 26 cm e mettete le mele tagliate a spicchi sopra. Eventualmente potete mettere anche una mela tagliata a pezzetti dentro all’impasto così sarà ancora più morbido;
  4. Infornate per 30-40 minuti a 180 gradi.

Banana Bread

Ecco una delle ricette vincitrici del contest #iorestoincucina.

Ingredienti:

  • 200 g banana matura;
  • 1 uovo + 50 ml albume;
  • 80 ml latte vegetale ad esempio alla mandorla;
  • 200 g farina di mandorle;
  • cannella;
  • 1 cucchiaino di vanillina;
  • Un pizzico di Sale;
  • Acqua q.b.

Procedimento:

  1. Schiacciate le banane fino a formare una purea (anche se ci sono grumi va bene) e aggiungete l’uovo, l’albume e poi il latte;
  2. A parte pesate la farina alla quale aggiungete un pizzico di sale, cannella a piacere e la vanillina;
  3. Aggiungete la parte liquida alla farina mescolando con una frusta e un po’ di acqua (1 tazzina da caffè);
  4. Rivestite lo stampo (preferibilmente da plumcake) con la carta forno e cucinate in forno preriscaldato a 180 gradi per un’ora fino a doratura, diverrà color marroncino, fate comunque la prova stecchino!

Farro su letto di mandorle

Vi scrivo qui una delle ricette vincitrici del contest #iorestoincucina.

Ingredienti:

  • 70 g farro perlato;
  • 40 g fagioli cannellini;
  • 80 g mandorle sgusciate;
  • 1 porro;
  • pesto qb;
  • menta essiccata qb;
  • sale grosso qb;
  • olio extra vergine di oliva.

Procedimento:

  1. Preparate il letto di mandorle pestandole nel mortaio fino a creare una grossolana farina;
  2. Mettete a cuocere il farro in una pentola con acqua bollente e un pizzico di sale grosso;
  3. Tagliate finemente il porro e mettetelo a cuocere a fuoco basso in un pentolino con un po’ di acqua coprendo con il coperchio. Una volta cotto, scolate il porro dall’acqua con un colino stretto, rimettetelo nel pentolino e finite la cottura in un paio di minuti aggiungendo un filo di olio evo;
  4. Quando il farro è pronto, scolatelo e riponetelo nella pentola con un po’ di pesto e il porro; scaldate per qualche minuto a fuoco basso amalgamando il tutto;
  5. In un altro pentolino scaldate i fagioli cannellini;
  6. Preparate il piatto disponendo a cerchio la farina di mandorle; ponete il farro al centro, schiacciando un po’ la montagnola con un cucchiaino e completate l’opera con una decina di fagioli in cima. Se volete aggiungere un po’ di brio, sbriciolate la menta essiccata;
  7. E’ una pietanza con i colori basilari della natura, buona da gustare sia calda che fredda.

#iorestoincucina

Il momento storico in cui stiamo vivendo è davvero insolito, quasi non ci sono parole per descrivere tutte le contrastanti emozioni che proviamo in questi giorni: paura, smarrimento, incertezza, angoscia, voglia di rinascere, crescere e maturare, desiderio di libertà, di ritornare a fare tutte le cose che facevamo prima, ma con più consapevolezza, focalizzandoci di più sulle piccole cose. Cerchiamo di rendere questa situazione difficile e quasi irreale, un’occasione per riflettere su noi stessi, sulle nostre relazioni, sui valori più importanti, sul mondo che ci circonda e concentrare le energie per uscirne più forti di prima. Sicuramente nulla sarà come prima, ma impegnamoci affinché almeno qualcosa possa essere migliore.

L’11 marzo ho dato il via a un contest #iorestoincucina che potesse unire le nostre cucine; l’idea è stata di preparare un piatto, condividerlo sui social con l’hashtag #iorestoincucina. L’obiettivo era sfruttare questi giorni di reclusione in casa per dedicarci di più alla cucina, alla gestione dei nostri pasti e ad affinare le nostre capacità, in modo da trascorrere del tempo e far passare questo periodo critico.

Sono molto contenta perché avete apprezzato la mia iniziativa e siete stati in tanti a mandarmi le vostre ricette. E’ stato un piacere “entrare” nelle vostre cucine e vedere il vostro impegno; siete stati bravissimi!! Per questo ho deciso che oltre ai due vincitori (uno per una ricetta dolce e uno per una ricetta salata) che potranno usufruire di una mia consulenza nutrizionale con sconto del 40%, ho scelto altre due ricette salata e dolce ai cui creatori darò la possibilità di avere una consulenza scontata del 20%.

E’ arrivato il momento di svelare i vincitori!! Le ricette complete le trovate cliccando il nome del piatto che vi rimanda alla sezione del sito dove trovate tutte le mie ricette.

Ricetta salata: Farro su letto di mandorle.

Ricetta dolce: Banana bread.

Ricetta salata: Pane al farro e farina integrale.

Ricetta dolce: Torta alle mele con farina di grano saraceno.