L’incubo di noi donne è vedere sui fianchi e sui glutei la cosiddetta pelle a buccia d’arancia. Ma che cos’è questa tanto temuta e odiata cellulite e secondo quale meccanismo ci compare?
La cellulite consiste in delle protrusioni di tessuto adiposo sottocutaneo nello strato reticolare del derma. Queste sporgenze di tessuto adiposo sono dovute a un indebolimento del tessuto connettivo che tiene insieme il tessuto muscolare e il tessuto adiposo sottocutaneo, provocando uno stato infiammatorio. Un eccesso di estrogeni e di insulina va a influenzare l’enzima collagenasi che degrada le proteine connettivali, facendo sì che il connettivo perda la sua forza e gli adipociti inizino a spingere e protrudere verso la superficie, dando alla pelle l’aspetto di una buccia d’arancia.
Gli estrogeni sono degli ormoni steroidei tipici dell’organismo femminile. Svolgono importanti funzioni fisiologiche: sono coinvolti nello sviluppo dell’apparato genitale, nella fecondazione e nella gravidanza; regolano la distribuzione del grasso corporeo; hanno azione protettiva nei confronti dell’osteoporosi e delle malattie cardiovascolari. Un eccesso di estrogeni però favorisce l’accumulo di tessuto adiposo e la comparsa di ritenzione idrica ed espone la donna a un più alto rischio di sviluppare insulinoresistenza, infertilità, ovaio policistico e alcune neoplasie, tra cui il tumore al seno.
La predisposizione a sviluppare la cellulite dipende dalla morfologia della donna: un maggiore rischio si ha nelle donne che accumulano il grasso nella parte bassa del corpo (morfologia triangle up) e nelle donne di tipo round, cioè che hanno un accumulo di adipe distribuito in tutto il corpo. Le altre conformazioni che vedete nell’immagine sono meno a rischio.
La cellulite determina scarsa circolazione, debolezza dei tessuti, scarsa resistenza ai traumi e un aumento del volume degli adipociti.
Le zone più a rischio di sviluppare cellulite sono parti della pelle molto fredde, con capillari che tendono a rompersi, dove se la pelle viene pizzicata rimane rossa e dolorante. Spesso, soprattutto se sono stati assunti molti zuccheri o alcolici, si sente un solletichio nelle zone più critiche, causa di infiammazione localizzata.
Vediamo per punti cosa dobbiamo evitare e cosa invece è consigliato in ottica di prevenzione o contenimento della cellulite.
Partiamo dai NO:
- NO a colazioni sbilanciate troppo ricche di zuccheri semplici e complessi. La mattina i livelli di cortisolo tendono ad essere più elevati; tale ormone peggiora la sensibilità insulinica e con l’assunzione quasi esclusiva di carboidrati si ha un eccessivo sbalzo glicemico che porta all’immagazzinamento di acidi grassi nelle zone più responsive.
- NO ai pasti veloci con alimenti conservati e cibi in scatola perchè contengono antinutrienti, conservanti, cloruro di sodio e metalli pesanti che possono portare ad alterazioni della produzione ormonale.
- NO a diete restrittive prolungate (le classiche diete “perdi 10 kg in 10 giorni”) perchè il corpo si adatta alla restrizione per difendersi. Nelle zone critiche peggiora la risposta ormonale con l’aumento del cortisolo basale e riduzione dello smaltimento degli acidi grassi. Si innesca un meccanismo secondo cui viene “difeso” il tessuto adiposo perchè ci si trova di fronte a una carestia.
- NO a diete drasticamente iposodiche, soprattutto per chi ha la tendenza ad avere la pressione bassa. E’ importante avere un buon bilancio di elettroliti; se il sodio viene ridotto drasticamente, si riduce la volemia e aumentano i meccanismi di ritenzione dei fluidi.
Passiamo ai SI’:
- SI’ ai cibi naturali poco processati, a cui non vengono aggiunti sali, conservanti, ecc.
- SI’ a colazioni bilanciate con tutti i nutrienti, più ricche di proteine e grassi buoni per contrastare l’infiammazione.
- SI’ alle diete con un medio alto contenuto di grassi poichè viene migliorata la sensibilità metabolica e aiuta le cellule a ossidare più efficacemente gli acidi grassi.
- SI’ all’utilizzo di sale integrale marino, che ha uno spettro più ampio di minerali, ovviamente sempre limitandone l’utilizzo.
- SI’ a un esercizio fisico mirato. Attenzione: poco allenamento, ma mirato. Troppo allenamento è uno stress per l’organismo con aumento ulteriore dell’infiammazione che impedisce la perdita di grasso nelle zone critiche. Quindi, è sconsigliata l’attività aerobica prolungata (spinning, zumba, ecc.) perchè il muscolo è continuamente attivo e stressato; si generano dei metaboliti che aumentano lo stato infiammatorio e conseguente degradazione del tessuto connettivo. Sono consigliati, invece, pesi, attrezzi e corpo libero poichè si crea un alto stimolo muscolare e basso stimolo sistemico.
Seminario d’aggiornamento SNS (Scuola di Nutrizione Salernitana). La cellulite: strategie alimentari ed esercizio fisico.
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