Gravidanza: un corpo e una vita che cambiano

La GRAVIDANZA ė una fase della vita che cambia totalmente una donna, per questo deve essere vissuta con serenità e allo stesso tempo con consapevolezza; la dieta materna può influenzare la salute del bambino in età infantile e adulta.

La gravidanza è un complesso rimaneggiamento endocrino-metabolico che comprende importanti cambiamenti nella sensibilità dei tessuti periferici all’insulina, nei livelli di glicemia a digiuno e postprandiali e nelle concentrazioni di colesterolo, acidi grassi liberi e trigliceridi circolanti.

Metabolismo glucidico

Nella prima parte della gravidanza si assiste a un’aumentata secrezione insulinica e aumentata sensibilità all’insulina con conseguente incremento dell’utilizzazione periferica di glucosio e suo stoccaggio nel tessuto adiposo. Con l’avanzare della gravidanza, invece, si osserva un aumento progressivo della resistenza dei tessuti periferici all’azione dell’insulina, la cosiddetta resistenza insulinica fisiologica, simile a ciò che si verifica nei soggetti diabetici. Questa condizione porta a un aumento di insulina circolante a digiuno e dopo i pasti con una maggiore utilizzazione e ossidazione di glucosio, cioè aumenta il picco glicemico dopo i pasti ed è più prolungato per favorire il flusso dei nutrienti dalla madre al feto. Durante la fase di digiuno, al contrario, si verifica una marcata riduzione della glicemia (il glucosio in circolo), che porta a un’aumentata produzione materna di glucosio (gluconeogenesi epatica) per colmare le necessità della placenta e del feto. Il glucosio è il principale substrato energetico per la crescita fetale e il feto non è in grado di sintetizzarlo autonomamente quindi deve essere fornito completamente della circolazione materna attraverso la placenta.

Metabolismo lipidico

Per quanto riguarda il metabolismo lipidico, si assiste a una variazione dei livelli di trigliceridi, colesterolo, acidi grassi liberi e fosfolipidi. Fino all’11esima settimana, l’aumento degli estrogeni e della secrezione insulinica inibisce la lipolisi e favorisce la creazione di riserve adipose per affrontare la gravidanza. Nella seconda parte della gravidanza, invece, si osserva un aumento progressivo di tutte le frazioni lipidiche circolanti, una mobilizzazione delle riserve lipidiche per essere utilizzate come una fonte di energia alternativa per i tessuti materni preservando glucosio e amminoacidi che vengono continuamente trasferiti al feto.

Metabolismo proteico

Le proteine sono le componenti essenziali per l’accrescimento del feto, ma anche per la sintesi dei tessuti materni. Durante la gravidanza, l’aumento di volume di molti tessuti materni (utero, mammelle, tessuto adiposo) è responsabile del 60% dell’incremento di peso nella prima parte, poi la concentrazione di amminoacidi circolanti tende a diminuire perché vengono trasferiti al feto per le sue esigenze strutturali e nutritive.

Alimentazione in gravidanza e influenza sul nascituro

Esistono molte evidenze relative al fatto che l’alimentazione della madre durante la gravidanza sia cruciale perché la qualità del cibo, la quantità di calorie vanno a influire a livello genetico, con modificazioni dei geni che vengono trasmesse per più generazioni.

L’iperalimentazione in gravidanza e consumo elevato di proteine animali, sono associati a un maggior rischio di sovrappeso nella prole all’età di 20 anni. Inoltre, le mamme sovrappeso, obese o diabetiche, hanno un rischio molto superiore di mettere al mondo un neonato macrosomico, con un peso alla nascita maggiore di 4,5 kg, che avrà un rischio maggiore di contrarre malattie cardiovascolari e neoplastiche. Allo stesso modo, anche la malnutrizione della madre, soprattutto nel primo e secondo trimestre, porta alla metilazione, quindi attivazione, del gene del fattore di crescita IGF-II, che stimola la crescita fetale ed è implicato nella genesi del diabete.

Anche lo stress fa la sua parte, sia materno che paterno, infatti, lo stress durante la maternità è correlato a una maggiore incidenza di patologie neurologiche nei bambini tra cui la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, deficit di memoria e depressione. In studi fatti su cavie da laboratorio, si è visto come anche lo stress paterno prima dell’accoppiamento posso andare ad incidere sullo stress del nascituro, attraverso una riprogrammazione epigenetica nello sperma che verrà trasmessa alle generazioni future.

Molto interessante è il fatto che il cibo di cui si nutre la mamma in gravidanza piacerà con alta probabilità al bimbo, dunque una dieta ricca e varia con il giusto apporto di nutrienti aiuterà anche il palato del bambino.

Qui di seguito ho preparato una tabella riguardante quello che deve essere l’aumento di peso in gravidanza secondo le Linee Guida del Ministero della Salute.

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