Come dice il detto popolare: una ciliegia tira l’altra. E’ proprio vero, e va bene così. Sono un concentrato di salute, benessere e buon umore: nel loro centimetro di diametro sono raccolte sostanze che ci allungano la vita, in particolare le antocianine, che gli conferiscono l’intenso colore rosso scuro.
Si conoscono almeno cinquecento tipi diversi di antocianine, pigmenti che colorano frutti e fiori di rosso/viola. Nelle ciliegie ne troviamo principalmente tre tipi: la peonidina, la pelargonidina che si trova anche nei lamponi e la cianidina, presente anche nel cavolo rosso e nelle more. Le antocianine vanno a stimolare i geni della longevità, inibendo quelli dell’invecchiamento, con effetto protettivo anche sui vasi sanguigni e sul cuore. Si è visto, infatti, come il consumo di ciliegie o del loro succo vada a influenzare i valori della pressione sanguigna e del colesterolo LDL, portando a una loro significativa riduzione.
All’azione delle antocianine, si aggiunge anche quella dei composti fenolici, i quali, da alcuni studi, sembrano rallentare la proliferazione delle cellule tumorali.
Lo zucchero principale della ciliegia è il sorbitolo: è uno zucchero ridotto a poliolo, cioè una molecola di glucosio addizionata di elettroni, che l’organismo trasforma in monosaccaridi senza l’utilizzo dell’insulina. Per questo, la ciliegia è un frutto perfetto anche per i diabetici.
Attenzione però a non esagerare perché il sorbitolo, a dosi elevate ha effetti lassativi; quindi, è un frutto consigliato anche a chi soffre di stipsi.
Ci sono molti studi in merito alle ciliegie; tra i più recenti, ancora da valutare più a fondo, c’è una ricerca californiana che testimonia le capacità antiinfiammatorie delle ciliegie per sedare gli attacchi di gotta, contribuendo ad abbassare il livello di acido urico nel sangue. Inoltre, da un’altra indagine scandinava si è visto come il succo di ciliegia svolga un’azione protettiva dai danni ossidativi negli sportivi.