Gnocchi di rapa

Ingredienti:

  • 300 g purè di patate (circa 4 patate piccole)
  • 180 g barbabietola precotta
  • 200 g farina di semola di grano duro rimacinata
  • sale q.b.
  • noce moscata q.b.

Procedimento:

  • Unite il purè di patate e la barbabietola frullata alla farina;
  • Aggiungete il sale e a piacere un po’ di noce moscata;
  • Formate dei cordoncini e tagliateli a tocchetti; passateli con i lembi di una forchetta e ottenete gli gnocchi pronti per essere cucinati in acqua bollente salata.

Polpette di lenticchie al sugo

Ingredienti (4 persone):

  • 210 g lenticchie secche
  • 30 g parmigiano
  • un panino raffermo
  • un uovo
  • prezzemolo q.b.
  • uno spicchio d’aglio
  • pangrattato q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale e pepe q.b.

Per il sugo:

  • 320 g passata di pomodoro
  • uno spicchio d’aglio
  • olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento:

  1. Lessate le lenticchie (a fine cotture aggiungete un po’ di sale grosso nell’acqua), scolatele e frullatele insieme all’uovo;
  2. In una terrina unite le lenticchie, il pane raffermo, precedentemente ammorbidito in acqua e strizzato, il parmigiano grattugiato, l’aglio e il prezzemolo sminuzzati e un pizzico di pepe;
  3. Con il composto ottenuto, formate delle polpette e passatele nel pangrattato; disponetele sulla placca del forno con della carta forno e un filo di olio evo;
  4. Cucinate le lenticchie in forno a 180 gradi per 20 minuti;
  5. Nel frattempo, preparate il sugo facendo soffriggere l’aglio in un po’ di olio evo; togliete l’aglio e versate la salsa di pomodoro; dopo circa 15 minuti aggiungete le polpette per una decina di minuti girandole di tanto in tanto;
  6. Il piatto è pronto e da accompagnare con della verdura!

Carbonara di zucchine

Quanto è buona la pasta alla carbonara? La possiamo inserire tranquillamente tra i nostri piatti, con un’alternativa più leggera e senza acidi grassi saturi.

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g spaghetti di farro
  • 2 zucchine di medie dimensioni
  • Uno spicchio di aglio
  • 3 uova
  • 30 g formaggio grana
  • Sale, pepe e olio evo q.b.

Procedimento:

  • Mentre si cucina la pasta, tagliate a rondelle le zucchine e spadellatele con un filo di olio evo e uno spicchio di aglio;
  • In un piatto sbattete le uova con un po’ di sale e pepe a cui poi aggiungete il formaggio grana grattugiato;
  • Una volta cotta la pasta, unite le zucchine e le uova, lasciando la fiamma accesa per cucinare un po’ le uova e il piatto è pronto!

Seppioline con polenta

Un piatto unico bilanciato, un’idea per un pranzo della domenica!

Ingredienti per 4 persone:

  • Mezzo kg di seppioline fresche o surgelate
  • Mezza cipolla bianca
  • Uno spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di passata di pomodoro
  • Olio extra vergine di oliva q.b.
  • Sale, pepe, peperoncino q.b.
  • 2 cucchiai di vino bianco
  • Una manciata di prezzemolo tritato
  • 150 g farina per polenta gialla

Procedimento:

  • Tagliate le seppioline a pezzetti;
  • Rosolate in una pentola olio, cipolla e aglio, a cui aggiungerete le seppioline, la passata di pomodoro, il vino bianco e il sale, pepe e peperoncino;
  • Fate cuocere per 40 minuti e a fine cottura aggiungete il prezzemolo tritato;
  • Serviteli ben caldi su un letto di polenta gialla, preparata con 150 g di farina per polenta su 800 g di acqua.

Quenelle di quinoa

Vi propongo un primo piatto estivo molto saziante!

Ingredienti per 4 persone:

  • 280-300 g quinoa;
  • mezzo avocado;
  • 100 g salmone affumicato;
  • 80 g Philadelphia;
  • sale, pepe e olio evo q.b.

Procedimento:

  1. Sciacquate bene la quinoa e fatela bollire con un po’ di sale;
  2. Una volta cotta, scolatela in un colino dai fori piccoli;
  3. Nel frattempo frullate con un mixer l’avocado insieme alla Philadelphia, aggiungendo un cucchiaio di olio evo e un pizzico di pepe;
  4. Tagliate a pezzetti il salmone affumicato;
  5. Condite la quinoa con la crema di avocado e il salmone e formate delle quenelle aiutandovi con 2 cucchiai;
  6. A piacere è possibile aggiungere qualche spruzzata di limone;
  7. Guarnite il piatto con delle fettine di avocado e salmone.

Primo piatto vegan

Vi propongo un primo piatto vegano colorato e ricco di fitonutrienti, che può essere una buona alternativa ai soliti condimenti, con un bel impiattamento per fare bella figura!

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g riso venere;
  • circa mezzo porro (a piacere in base a quanto vi piace il sapore);
  • 3 carote;
  • mezzo cespo di radicchio;
  • 40 mandorle;
  • sale, olio evo qb.

Procedimento:

  1. Bollite il riso venere;
  2. Nel frattempo, preparate delle chips di carote, utilizzando una carota tagliata sottile con il pelapatate e delle chips di porro tagliato a listarelle molto sottili; cucinatele in forno statico a 100 gradi finché non diventano un po’ secche;
  3. Preparate il condimento, saltando in una padella antiaderente, con un filo di olio evo, le carote, il porro e il radicchio, tagliati a pezzetti;
  4. Tritate le mandorle;
  5. Una volta cotto il riso, unite il condimenti di verdure e un po’ di mandorle;
  6. Con un coppapasta (potete crearlo anche con della carta stagnola), disponete il riso nel piatto e guarnitelo con le mandorle e le chips di carote e porro.

Pasta per la pizza

In questi giorni di quarantena siamo tutti un po’ fornai. Confermate? Dopo il pane, ho fatto la pizza! Ho seguito la ricetta di mio papà cambiando la tipologia di farine.

Per i prodotti da forno viene considerata perfetta la farina Manitoba. Ma quali sono le sue caratteristiche? È una farina di grano tenero, la cui specie di partenza è il Triticum aestivum, da cui deriva la comune farina 00; arriva dall’omonima regione Manitoba delle fredde lande canadesi e per questo la pianta di questo grano ha sviluppato una forte resistenza alle basse temperature, grazie all’alta percentuale delle proteine (glutine in particolare) in grado di difendere la pianta soprattutto nel momento in cui il seme cade a terra e deve far nascere una nuova pianta. E’ considerata una farina “forte”, una delle farine più forti conosciute. Il sistema per misurare se una farina è “forte” o “debole” si utilizza l’Alveografo di Chopin, uno strumento che misura quanto una bolla, creata all’interno dell’impasto andando a insufflare all’interno dell’aria, impiega a deformarsi. Più la farina è “forte”, più tempo ci mette la bolla a deformarsi, di conseguenza è molto più resistente alla lievitazione. Dunque, la farina Manitoba è indicata soltanto per prodotti che richiedono lunghe lievitazioni. Per quanto riguarda le sue proprietà nutrizionali, non sono molto differenti dalle altre farine di grano tenero; è una farina con un alto grado di lavorazione, quindi raffinata, con basse percentuali di fibra (3%). Contiene un’alta percentuale di proteine (15% rispetto al 10% delle altre farine comuni) e di conseguenza un alto apporto di glutine.

Dalle caratteristiche che vi ho indicato, possiamo dedurre che la farina Manitoba non è consigliata in un regime alimentare salutare, proprio perchè “forte” con alti quantitativi di glutine, difficile da digerire per la ricca presenza degli amminoacidi lisina e glutammina che ostacolano la completa proteolisi da parte degli enzimi digestivi, così che lunghi oligopeptidi tossici vengono a essere abbondantemente presenti nell’intestino tenue; inoltre, ha un alto indice glicemico per il basso apporto di fibra.

Per la pasta per la pizza ho scelto la mia amata farina di farro (ha un contenuto di glutine inferiore rispetto al frumento) e farina di tipo 0. Volevo usare la farina di tipo 1, ma non l’ho trovata al supermercato, a conferma che in questi giorni tanti stanno sperimentando la panificazione!

Ingredienti:

  • 400 g farina di farro;
  • 400 g farina di tipo 0 o di tipo 1;
  • 400 ml di acqua;
  • 2 cucchiai e mezzo di olio extravergine di oliva;
  • 2 cucchiaini e mezzo di sale;
  • una bustina di lievito di birra secco e 2 cucchiaini di miele.

Procedimento:

  1. Preparare il lievito mescolandolo in una piccola ciotola con un dito di acqua tiepida con 2 cucchiaini di miele;
  2. Se usate la planetaria, versate prima l’acqua, poi le farine e l’olio; fate partire la planetaria in modo che inizi a formarsi l’impasto e aggiungete il lievito; continuate a impastare e alla fine aggiungete il sale;
  3. Se impastate nel tagliere, disponete la farina, create un buco al centro su cui aggiungere l’olio evo, un po’ alla volta l’acqua e il lievito quando l’impasto non è ancora del tutto omogeneo; impastate bene e alla fine aggiungete il sale;
  4. Cercate di impastare per almeno 10 minuti la pasta (eventualmente anche dopo che si è formato l’impasto nella planetaria), in modo da garantire la formazione delle maglie di glutine che favoriscono la lievitazione.
  5. Lasciate lievitare almeno 2 ore, l’impasto deve raddoppiare;
  6. Con queste dosi riuscite a ottenere 3 pizze delle dimensioni di una placca da forno, quindi dividete l’impasto in 3 parti, senza impastarlo nuovamente; stendetelo con un mattarello o, meglio ancora, con le mani;
  7. Condite le pizze a piacere! Sapete che io consiglio di optare per una pizza bianca senza la salsa di pomodoro e delle verdure o ricotta e spinaci oppure senza la mozzarella con un condimento proteico es. bresaola, rucola e grana oppure verdure e grana o prosciutto crudo e radicchio, ecc.

Pane al farro e farina integrale

Ecco una delle ricette vincitrici del contest #iorestoincucina.

Ingredienti:

  • 300 g farina di farro;
  • 200 g farina integrale;
  • 350 g acqua;
  • un cucchiaino di sale;
  • 1 g di lievito di birra secco;
  • 5 g di miele.

Procedimento:

  1. Sciogliete il lievito in poca acqua. In una terrina mettete le farine, il sale, aggiungete l’acqua, e poi quella con il lievito, il miele e mescolate velocemente con una forchetta. Coprite questo impasto appiccicoso con la pellicola e lasciate riposare per circa 15/18 ore a temperatura ambiente.
  2. Una volta che l’impasto sarà lievitato, rovesciatelo su di un piano infarinato e spolveratelo di farina. Procedete alle pieghe: prendete un lembo d’impasto allungatelo verso l’esterno e poi ripiegatelo verso il centro, fate la stessa cosa con il lembo d’impasto dal lato opposto e fate così anche per gli altri due lati. Fate riposare per due ore il pane posto su un canovaccio infarinato appoggiato su un vassoio, ricoperto con un altro canovaccio;
  3. Scaldate il forno a 230° statico e mettete dentro una pentola di ghisa di diametro 22 cm, quando la pentola è calda capovolgete con l’aiuto del canovaccio il vostro pane nella pentola. Coprite la pentola con il coperchio e fate cuocere per 30 minuti, poi scoperchiate la pentola e continuate la cottura per 15/20 minuti. Se non avete la pentola di ghisa, potete cucinarlo in una placca da forno rivestita con carta forno;
  4. Sfornate e fate raffreddare bene su una gratella prima di tagliarlo.

Farro su letto di mandorle

Vi scrivo qui una delle ricette vincitrici del contest #iorestoincucina.

Ingredienti:

  • 70 g farro perlato;
  • 40 g fagioli cannellini;
  • 80 g mandorle sgusciate;
  • 1 porro;
  • pesto qb;
  • menta essiccata qb;
  • sale grosso qb;
  • olio extra vergine di oliva.

Procedimento:

  1. Preparate il letto di mandorle pestandole nel mortaio fino a creare una grossolana farina;
  2. Mettete a cuocere il farro in una pentola con acqua bollente e un pizzico di sale grosso;
  3. Tagliate finemente il porro e mettetelo a cuocere a fuoco basso in un pentolino con un po’ di acqua coprendo con il coperchio. Una volta cotto, scolate il porro dall’acqua con un colino stretto, rimettetelo nel pentolino e finite la cottura in un paio di minuti aggiungendo un filo di olio evo;
  4. Quando il farro è pronto, scolatelo e riponetelo nella pentola con un po’ di pesto e il porro; scaldate per qualche minuto a fuoco basso amalgamando il tutto;
  5. In un altro pentolino scaldate i fagioli cannellini;
  6. Preparate il piatto disponendo a cerchio la farina di mandorle; ponete il farro al centro, schiacciando un po’ la montagnola con un cucchiaino e completate l’opera con una decina di fagioli in cima. Se volete aggiungere un po’ di brio, sbriciolate la menta essiccata;
  7. E’ una pietanza con i colori basilari della natura, buona da gustare sia calda che fredda.

Pane alla curcuma

Non avevo mai provato a fare il pane in casa, ma devo dire che l’esperimento è riuscito!

Ingredienti:

  • 500 g farina tipo 1;
  • 350 g acqua;
  • 7 g lievito di birra secco sciolto in un po’ di acqua tiepida con un cucchiaio scarso di miele;
  • 2 cucchiai di curcuma e un cucchiaino scarso di pepe;
  • un cucchiaio di olio extravergine di oliva;
  • un cucchiaio scarso di sale.

Procedimento:

  1. In una ciotola o nella planetaria unite l’acqua alla farina, curcuma, pepe e sale;
  2. Aggiungete il lievito precedentemente lasciato a “lievitare” in un po’ di acqua tiepida con il miele;
  3. Unite anche l’olio evo fino ad ottenere un composto molle e appiccicoso; se è troppo liquido aggiungete un po’ di farina;
  4. Coprite la terrina con un canovaccio inumidito e lasciate lievitare per due ore nel forno a 50-60 gradi con la luce accesa;
  5. Passate le due ore, l’impasto dovrebbe essere raddoppiato; trasferitelo in un piano infarinato e dividetelo in 4 parti uguali;
  6. Impastate 4 filoncini, posizionateli su una teglia con della carta forno e lasciateli lievitare per altri 30 minuti, coperti con il canovaccio;
  7. Finita la lievitazione, cucinate i filoncini nel forno preriscaldato a 220 gradi per 30 minuti.